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Venice and its Lagoon (Italy)


OurWorldHeritage VOICES
(@worldheritage2022)
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Topic starter  

Hello everyone,

Venice and its Lagoon (Italy) will be discussed during the UNESCO World Heritage Committee Meeting this year. This site, inscribed on the UNESCO World Heritage list in 1987, is proposed for inscription on the list of World Heritage in danger.

For relevant documents please find item 50:
http://whc.unesco.org/archive/2021/whc21-44com-7B.Add-en.pdf (EN) or 
http://whc.unesco.org/archive/2021/whc21-44com-7B.Add-fr.pdf (FR).

We welcome you to take part with your comments and information on the conservation of this site. OurWorldHeritage will moderate the forum according to the rules described here. You can write in your own language, but we encourage you to use English to facilitate the dissemination of your ideas.

OurWorldHeritage


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LeoneVE
(@leoneve)
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Palliative care will not save Venice; continuing to pound water in the mortar with partial and inadequate measures is tantamount to therapeutic overkill. It is time for a therapy that is effective not only on the effects (therefore in the short term) but also on the causes (so in the medium and long term). There is still a lack of vision and a definite orientation to launch a new development model, unprecedented and different from the previous one; it is not seen in the policies of public administrations of all levels, nor in the investment projects of private individuals or in the industrial projects of Venetian entrepreneurs. We should start from the recognition of Venice's speciality by granting the city a Special Statute. This recognition should not be used to obtain privileges and advantages for superior elite who can afford to live in Venice, but it should be used to find useful resources to make Venice the Laboratory of the III millennium, whose value lies in the social and environmental symbiosis of man and nature in the unitary habitat of VeneziaLaguna. This should not lead to a detachment from the territory; on the contrary, the link could be strengthened within a framework that recognizes and enhances the individualities of single local communities in a higher order unity, thanks to the relaunch of a metropolitan city that has never reached a complete form and has become a simulacrum, a sort of service conference of municipal councils each bearing local interests incapable of governing a vast and complex whole.

We ask UNESCO not to allow itself to be conditioned by politics, the pressure it can exert by assessing the current situation without prejudice but also without further indulgences. The deficit today is precisely cultural, in terms of political culture and also of the “culture of the project” as a process in the flux, not a goal but a journey. We have to aim and walk towards the horizon, even in the awareness that it is getting further away as we get closer, we have to act here and now, in the present time that has the past in light and the future in the nutshell. Instead, our gaze is turned to the past, to the splendor of the now distant past and the easy profits of the recent past, which we have not been able to invest in realizing an innovative and sustainable development project. UNESCO is asked to be vigilant and to assess the scenario calmly, without letting itself be charmed by the siren song. If it does so, it will have the full support of world public opinion, which is now aware that the problem must be tackled and resolved seriously, once and for all, taking the bull by the horns and not by the tail. Progress has been made and must be acknowledged, knowing and emphasizing that it is useful and necessary, but not sufficient.


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LeoneVE
(@leoneve)
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Non sono cure palliative a poter salvare Venezia, continuare a pestare l’acqua nel mortaio con misure parziali e inadeguate si configura come accanimento terapeutico sul moribondo. È tempo di ricorrere a una terapia incisiva sugli effetti (quindi a breve termine) ma anche sulle cause (quindi a medio e lungo termine). Manca ancora una visione e un orientamento definito per avviare un modello di sviluppo nuovo, inedito e diverso dal precedente, non la si vede nelle politiche delle amministrazioni pubbliche di ogni ordine e grado né nei progetti d’investimento dei privati o nei progetti industriali dell’imprenditoria veneziana. Bisognerebbe partire dal riconoscimento della specialità di Venezia concedendo a città uno Statuto Speciale. Questo riconoscimento non deve servire a ottenere privilegi e vantaggi per una élite di eletti che possono permettersi di abitare a Venezia, ma deve servire a reperire risorse utili per fare di Venezia il Laboratorio del III millennio, il cui valore risiede nella simbiosi sociale e ambientale di uomo e natura nell’habitat unitario di VeneziaLaguna. Questo non deve comportare un distacco dal territorio, anzi si potrebbe rafforzare il legame in un quadro che consenta di riconoscere e valorizzare le individualità delle singole realtà locali in una unità di ordine superiore, grazie al rilancio di una città metropolitana che non ha mai raggiunto forma compiuta ed è diventata un simulacro, una sorta di conferenza di servizi di consigli comunali ciascuno portatori di interessi locali incapaci di farsi governo di un insieme vasto e complesso.

All’UNESCO chiediamo di non lasciarsi condizionare dalla politica, la pressione che può esercitare valutando lo stato di fatto senza pregiudizi ma neanche ulteriori indulgenze. Il deficit oggi è proprio di carattere culturale, sul piano della cultura politica e della cultura del progetto come processo in divenire, non traguardo ma tragitto. Dobbiamo puntare e incamminarci verso l’orizzonte anche nella consapevolezza che questo si allontana man mano che ci avviciniamo, dobbiamo agire qui e ora, nel tempo presente che ha il passato in luce e il futuro in luce. Lo sguardo su Venezia è invece rivolto al passato, allo sfarzo del passato ormai remoto e ai facili guadagni del passato recente, che non si è stati capaci di investire nella realizzazione di un progetto di sviluppo innovativo e sostenibile. All’UNESCO si chiede di vigilare e di valutare lo scenario serenamente senza lasciarsi ammaliare dal canto delle sirene, se lo farà avrà il sostegno pieno dell’opinione pubblica mondiale ormai consapevole che il problema vada affrontato e risolto sul serio, una volta per tutte, prendendo il toro per le corna e non per la coda. I passi avanti ci sono e vanno riconosciuti, sapendo e sottolineando che sono utili e necessari ma non sufficienti.


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LeoneVE
(@leoneve)
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La carta costituzionale offre una bussola importante l’articolo 9,

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione

Questo articolo è particolarmente significativo perché accorpa sviluppo e tutela, chiarendo implicitamente (per il caso veneziano) che opere come il Mo.SE, attività economiche quella portuale e industriale devono essere inquadrate all’interno del contesto culturale della laguna non come panorama, semplice veduta, ma come paesaggio, termine che viene dal latino pagus che sta per villaggio, e indica un ambito precisamente caratterizzato: il paesaggio è una porzione di territorio risultato dall’azione dell’uomo ed è quindi depositario dei valori estetici ed etici della comunità degli abitanti.

 

The Italian Constitution offers an important compass in Article 9,

The Republic promotes the development of culture and scientific and technical research.

Protection of the landscape and the historical and artistic heritage of the nation

This article is particularly significant because it brings together development and protection, implicitly clarifying (for the Venetian case) that works such as the Mo.SE, economic activities such as the port and industry must be framed within the cultural context of the lagoon not as a panorama, a simple view, but as a landscape, a term that comes from the Latin pagus which means village, and indicates a precisely characterized area: the landscape is a portion of territory resulting from human action and is therefore the depository of the aesthetic and ethical values of the community of inhabitants.


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francesco
(@francesco)
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Good Day to everybody.
 
We welcome you to the discussion Forum on the conservation of Venice and its lagoon. UNESCO has proposed to the World Heritage Committee to inscribe Venice in the List of World Heritage in Danger. This is a very important moment for the discussion on the safeguarding of the city and its lagoon.  Please take part in this discussion with comments, information, and evaluations. The discussion will be moderated by myself and other colleagues. You can write in your language, but try to also use English to facilitate the dissemination of your ideas and positions.
I copy here the link to a recent article published by The Art Newspaper on the issue. 
 
Buongiorno a tutti. Vi diamo il benvenuto al Forum di discussione sulla conservazione di Venezia e della sua laguna. L'UNESCO ha proposto al Comitato del Patrimonio Mondiale di iscrivere Venezia nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo. Questo è quindi un momento molto importante per la discussione sulla salvaguardia di Venezia. Potete prendere parte a questa discussione con commenti e valutazioni. La discussione sarà moderata da me e da altri colleghi. Potete scrivere nella vostra lingua, ma se possibile, cercate di usare anche l'inglese per facilitare la diffusione delle vostre idee e posizioni.
Troverete qui il link a un articolo sul tema pubblicato dal Giornale Dell'Arte.
 
Francesco Bandarin
 
 

https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/ora-l-unesco-richiami-all-ordine-le-autorit-veneziane/136719.html&source=gmail&ust=1626534300302000&usg=AFQjCNHL9D8_LSQ7_JITAIRKDyXDsB26y g"> https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/ora-l-unesco-richiami-all-ordine-le-autorit-veneziane/136719.html


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AnnaForte59
(@annaforte59)
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Buonasera, vorrei porre l'attenzione al fatto che il territorio del sito "Venezia e la sua laguna" comprende anche parte della gronda lagunare e in particolare la punta di San Giuliano, ove sorge il Parco di San Giuliano di Mestre, nel Comune di Venezia. Si tratta di un parco urbano, di circa 70 ettari, ma progettato su 700, realizzato nel 2004 con finanziamento europeo. In quegli anni l'Amministrazione Comunale aveva avviato una politica di messa in sicurezza e recupero, rinaturalizzazione e salvaguardia della gronda lagunare. Oggi l’Amministrazione del Sindaco Brugnaro ridisegna quello che doveva essere il più grande parco urbano europeo di nuova realizzazione, collocandovi un hub di trasporto merci e passeggeri, descritto dal PUMS come il più grande hub sulla gronda lagunare. Una scelta non sostenibile in termini di mobilità ed inquinamento, contro la qualità di vita dei cittadini, che pagano in salute i danni di decenni di politiche sconsiderate contro un territorio dal fragile ecosistema. L'Associazione Amici del Parco di San Giuliano che rappresento, ha  raccolto più di 6000 firme chiedendo al Sindaco di trovare fuori dal parco un’area idonea ad un centro intermodale. Abbiamo depositato 2 petizioni al Sindaco e al Consiglio Comunale per poter partecipare con il nostro contributo al processo decisionale, poi abbiamo organizzato una partecipatissima marcia di protesta e abbiamo presentato le nostre osservazioni contro l’accordo, infine abbiamo ricorso al TAR, sempre ignorati dall’Amministrazione. E' un intervento che non rispetta le normative urbanistiche in vigore. Voglio anche sottolineare che è stato sottovalutato il valore simbolico e l’affezione che questa città ha verso il Parco, sentimento che riempie una decina di pagine sui social, anima gruppi e discussioni, vede più di 3000 soci iscritti nelle Associazioni sportive del Polo Nautico, registra ogni giorno e ogni weekend sportivi e famiglie frequentarlo a migliaia. Si è interrotto un percorso virtuoso che aveva saputo trasformare in parco un luogo  fino agli anni '90 adibito a discarica e zona di travaso di rifiuti urbani. Chiediamo ad Unesco di valutare attentamente il peggioramento del sito Venezia e la sua Laguna, ponendo maggior attenzione alla gronda lagunare e un suo impegno nello stendere una raccomandazione che chieda il completamento del Parco di San Giuliano e il ritiro del progetto di centro trasportistico intermodale.

Anna Forte Zorzetto

Presidente Associazione Amici del Parco di San Giuliano

 

[tentative translation by OWHVoices]

Good evening, I'd like to emphasize that "Venice and its Lagoon" also includes the lagoon eaves (the area between the lagoon and mainland) and in particular San Giuliano Point (la punta di San Giuliano), where San Giuliano Park is located, in Mestre, within the Municipality of Venice. It is a city park, of around 70 ha, but was designed for over 700, and completed in 2004 with European funding. At that time, the City Administration was undertaking a policy focused on security and revitalization, renaturing and protection of the lagoon eaves. Today, the Administration of Mayor Brugnaro is re-designing what should have been the largest newly designed city park in Europe, placing a freight and passenger hub, described in the Sustainable Urban Mobility Plan as the largest hub on the lagoon eaves. This is an un-sustainable choice from the point of view of both mobility and pollution, against the quality of life of the citizens, who's health is damaged because of decades of thoughtless policies against a land with a fragile ecosystem. The Friends of the San Giuliano Park Association (Associazione Amici del Parco di San Giuliano), which I represent, has collected more than 6000 signatures asking the Mayor to find outside the park an area suitable for the intermodal centre. We have submitted to the Mayor and City Council two petitions to ask to be able to participate into the decision process, we also organized a protest march where many participants got involved to submit our comments against the agreement, and finally we appealed to the Regional Administrative Court, but have always been ignored by the Administration. This project doesn't abide by the current urban regulations. In addition, I'd like to underline that the symbolic value as well as the attachment of the inhabitants towards the park have been underestimated. This feeling has been filling ten or so pages in the social media networks, it livens up group's actions and discussions, it is testified by more than 3000 members of the 5 Sport Associations that are part of the Polo Nautico of San Giuliano, and also by the thousands of sportsman and sportswomen and families that are daily or in the weekends enjoying it. An upstanding path, that has been able to transform into a park a place that until the '90s was a dump and an area for pouring urban waste, has been interrupted. We ask UNESCO to carefully evaluate the worsening of the site "Venice and its lagoon", giving more attention to the lagoon eaves and to commit to drafting a recommendation that requires the completion of the San Giuliano Park and the withdrawal of the intermodal transportation centre project.

Anna Forte Zorzetto

President, Association Friends of the San Giuliano Park 


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LeoneVE
(@leoneve)
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La cosa più scandalosa in ordine al decreto del governo italiano del 13 luglio 2021 è che l'opinione pubblica e i giornali di tutto il mondo commentano il nulla dato che il decreto non c'è. Sul sito del governo non c'è alcun testo, troviamo solo due riferimenti datati 13 luglio: una nota dal titolo “Grandi navi e Autorità per la laguna di Venezia, nota della Presidenza del Consiglio” ( https://www.governo.it/it/articolo/grandi-navi-e-autorit-la-laguna-di-venezia-nota-della-presidenza-del-consiglio/17449 ) e un comunicato stampa ( https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-28/17450 ) dal titolo “Misure urgenti per la tutela delle vie d’acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia (decreto-legge)” in cui c’è un breve testo sintetico ma non il testo del decreto, circolato in bozza (vedi allegato) come “velina” del governo, che appare generica e lacunosa, non solo e non tanto per i tanti puntini di sospensione e le troppe variabili indipendenti (segnate con delle X) ma per l’incomprensibilità da mancanza di senso compiuto. Fumo negli occhi con sentore ma nessuna traccia di arrosto.

Se proviamo a fare un esercizio di logica, ci troviamo in difficoltà già alla prima riga secondo comma dell’articolo laddove tra le vie urbane d'acqua dichiarate monumento nazionale si citano il canale di San Marco e il bacino di San Marco, che nella toponomastica nautica compaiono in alternativa, dalla bocca di porto di Lido s’imbocca il canale di San Nicolò e poi:

  • nella carta nautica per diportisti di Belletti editore il bacino di San Marco, che non è solo la piazza d’acqua di fronte al palazzo ducale ma la via d’acqua da Sant’Elena fino al canale della giudecca;
  • mentre nella carta nautica del Magistrato alle Acque pubblicata dalla casa editrice Mare di carta e in quella ufficiale dell’Istituto Idrografico della Marina n. 226 tutta la via d’acqua tra il canale della Giudecca e quello di San Nicolò è segnato “canale di San Marco”.

Sembra che il governo per non sbagliare abbia citato entrambe le denominazioni, ufficiale e di vulgata.

Alla seconda riga si legge la data del 1° agosto 2021 che stupisce positivamente per la tempestività delle misure facendo rilassare il lettore che da qui in poi legge è sollevato e finisce per continuare a leggere distrattamente. Segue la descrizione delle caratteristiche delle navi a cui è fatto divieto di navigare nelle “vie d’acqua urbane” che contengono elementi innovativi rispetto al decreto Clini-Passera diminuendo la stazza da 40.000 a 25.000 tonnellate, senza però porre vincoli a quelle che dovrebbero approdare a Marghera dopo avere solcato le acque lagunari. Dal primo agosto le navi non devono più passare per il bacino di San Marco e andare fuori dalla laguna

Nei commi 3, 4, 5 e 6, vengono introdotte questioni economiche in via di principio, impossibili da commentare in dettaglio per eccesso di indefinizione. I veneziani sono comprensibilmente irritati per il risarcire a chi ha danneggiato per anni la città e la laguna, ma la misura è comprensibile per ragioni legali e contrattuali tra le parti. Questa è una materia su cui vigilare tutta da definire, a vantaggio e in sostegno dei lavoratori.

L’articolo 2 introduce in un terreno paludoso.

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale di Venezia viene nominato Commissario straordinario con il compito di procedere alla progettazione, all’affidamento e all’esecuzione dei lavori di sistemazione degli attracchi temporanei, della manutenzione dei canali esistenti previa valutazione di impatto ambientale, e degli interventi accessori per il miglioramento dell’accessibilità e della nautica. Procedura extraordinaria in assenza di progetti, ricorda molto la vicenda Mo.S.E.

Il lettore accorto che si ferma a riflettere si accorge della trave nell’occhio costituita dal fatto che tra i ministeri coinvolti non venga mai citato quello dell’ambiente con ciò chiarendo che la laguna è subordinata agli interessi, economici, estetici, turistici ma non ambientali. Unico cenno è quello alla Valutazione di Impatto Ambientale …e ci mancherebbe altro che non venisse sottoposto a valutazione un intervento pericoloso e delicato come quello della modifica della morfologia lagunare!

Tempi? Neanche a parlarne, come si fa a stabilire dei limiti temporali in assenza di un programma e di un progetto? Nel comma 4 leggiamo che entro sessanta giorni saranno stabiliti i termini e le attività connesse alla realizzazione degli interventi solo dopo sarebbe credibile una indicazione dei tempi, e solo se si sarà capaci di fare in sessanta giorni quello che non si è fatto in dieci anni. Analogamente risulta evidente l’infondatezza degli importi indicati al comma 5, non associati a progetti ma che paiono far riferimento a esigenze di bilancio.

Qualche ulteriore considerazione a margine. Che limiti vengono posti alle navi che faranno in ingresso in laguna in direzione dei nuovi approdi di Marghera? Nessuno, oggi le navi a Venezia raggiungono già le 100-120.000 tonnellate di stazza ma in generale le più grandi arrivano ormai a oltre le 200.000. Cosa impedisce tra sessanta giorni di decidere di far tornare subito dopo le grandi da crociera che erano previste in numero ridotto e alle quali in passato si consentiva già di approdare a Marghera in alcuni casi come l’eventuale coincidenza con la festa del Redentore?

I puntini di sospensione con cui si chiude la bozza di decreto sono eloquenti, s’intende vendere la pelle dell’orso all’UNESCO prima di averlo catturato.

 

The most scandalous thing about the Italian Government's decree of 13 July 2021 is that public opinion and newspapers all over the world are commenting on nothing, since the decree if does not exist or is unknown. On the government's website there is no text, we find only two references dated 13 July: a note entitled 'Large ships and the Venice Lagoon Authority, note from the Prime Minister's Office' (( https://www.governo.it/it/articolo/grandi-navi-e-autorit-la-laguna-di-venezia-nota-della-presidenza-del-consiglio/17449 )) and a press release (( https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-28/17450 ) entitled "Misure urgenti per la tutela delle vie d'acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia (decreto-legge)" in which there is a brief note but not the text of the decree, which was circulated in draft form as a government 'pamphlet', which appears generic and incomplete, not only because of the many ellipses and too many independent variables (marked with Xs), but also because it is incomprehensible due to its lack of complete meaning. Smoke in the eyes with a whiff but no trace of roast.

If we try to do an exercise in logic, we get into difficulty already at the first line of the second paragraph of the article, where the urban waterways declared a national monument include the San Marco canal and the San Marco basin, which in nautical toponymy appear alternatively, from the mouth of the Lido port we take the San Nicolò canal and then:

- in the nautical map for yachtsmen by Belletti editore the bacino di San Marco, which is not only the water square in front of the ducal palace but the waterway from Sant'Elena to the Giudecca canal;

- while in the nautical map of the Magistrato alle Acque published by Mare di carta and in the official map of the Istituto Idrografico della Marina no. 226 the whole waterway between the Giudecca and San Nicolò canals is marked "canale di San Marco".

It seems that the government, in order not to make a mistake, cited both official and popular names.

On the second line we read the date 1 August 2021, which positively surprises for the timeliness of the measures, making the reader relax, who from here on is relieved and ends up continuing to read absent-mindedly. This is followed by a description of the characteristics of the ships banned from navigating in the "urban waterways", which contain innovative elements with respect to the Clini-Passera decree, reducing the tonnage from 40,000 to 25,000 tonnes, without, however, placing any constraints on those which would have to dock in Marghera after navigating the lagoon waters. From 1 August, ships no longer have to pass through St Mark's basin and go outside the lagoon.

In paragraphs 3, 4, 5 and 6, economic issues are introduced in principle, which are impossible to comment on in detail due to excessive indefiniteness. Venetians are understandably annoyed at the compensation to those who have damaged the city and the lagoon for years, but the measure is understandable for legal and contractual reasons between the parties. This is a matter to be watched over, for the benefit and in support of the workers.

Article 2 introduces in a swampy terrain.

The President of the Port System Authority of the Northern Adriatic Sea of Venice is appointed Extraordinary Commissioner with the task of proceeding to the design, entrusting and execution of works to be done for the arrangement of temporary ship’s docking place, the maintenance of existing canals after environmental impact assessment (VIA), and ancillary works for the improvement of accessibility and boating. This extra-ordinary procedure in the absence of projects is very reminiscent of the Mo.S.E. affair.

The discerning reader who stops to think about it will notice that there is no mention of the Ministry of the Environment among the ministries involved, which makes it clear that the lagoon is subordinate to economic, aesthetic and tourist interests, but not environmental ones. The only mention is that of the Environmental Impact Assessment ...of course for such a dangerous and delicate project as the modification of the morphology of the lagoon!

Timeframe? How can we establish time limits in the absence of a program and a project? Paragraph 4 states that the terms and activities connected with the implementation of the measures will be established within sixty days; only then would it be credible to indicate a timeframe, and only if it is possible to do in sixty days what has not been done in ten years. Similarly, the amounts indicated in paragraph 5, which are not associated with projects but seem to refer to budgetary needs, are clearly unfounded.

A few additional considerations. What limits are placed on ships entering the lagoon in the direction of the new Marghera docks? None, today the ships in Venice already reach 100-120,000 tonnes in tonnage but in general the biggest ones now reach over 200,000. What's to stop us from deciding in sixty days' time to bring back the large cruise ships, which were planned to be reduced in number and which in the past were already allowed to dock at Marghera in certain cases, such as the possible coincidence with the Redentore festival?

The dots at the end of the draft decree is eloquent: the intention is to sell the bear's skin to UNESCO before it is caught.


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Mimi
 Mimi
(@mimi)
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@annaforte59 Grazie molte per il Suo messaggio molto interessante ed appropriato. Ci siamo permessi di aggiungere una traduzione in inglese in modo tale che il Suo messaggio possa essere condiviso con il maggior numero di persone possibile.

Se lo ritiene opportuno, vorremmo sapere di piu' sul valore simbolico del parco e di come pensa possa essere realizzata la partecipazione dei cittadini alla sua conservazione e valorizzazione.

 

@annaforte59 Thank you very much for your interesting and quite appropriate message. We took the liberty to add an English translation to it.

If possible, let us know more about the symbolic value of the place and your vision concerning a practical involvement of the inhabitants in its preservation and enhancement.


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LeoneVE
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Da quanto si legge sui quotidiani il sistema (molto) nervoso politico prevale nuovamente sul corpo propriamente culturale dell'UNESCO, dovrebbe connotarsi per una indipendenza che non riesce a conquistare emancipandosi dalla politica da cui di fatto dipende. La via del diritto internazionale è dissestata e procediamo lentamente.

From what we read in the newspapers, the (very) nervous political system is once again prevailing over the properly cultural body of UNESCO, which should be characterized by an independence that it is unable to gain by emancipating itself from the politics on which it is in fact dependent. The path of international law is bumpy and we proceed slowly.

D'après ce que nous lisons dans les journaux, le système (très) nerveux politique l'emporte une fois de plus sur l'organisme proprement culturel qu'est l'UNESCO, qui devrait se caractériser par une indépendance qu'il ne parvient pas à obtenir en s'émancipant de la politique dont il est en fait dépendant. Le chemin du droit international est cahoteux et nous avançons lentement.


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LeoneVE
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It is a real scandal, all world is talking about something that doesn't exist!

 

https://ytali.com/2021/07/18/il-decreto-che-non-ce/

https://ytali.com/2021/07/18/the-would-be-decree/

https://ytali.com/2021/07/18/un-decret-fantomatique/


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AnnaForte59
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@mimi Volentieri invio una scheda sul significato simbolico del Parco di San Giuliano, tema che ci sta molto a cuore. In allegato il progetto del Parco. Grazie se vorrete tradurre. [For the English translation, please see 21/07/2021 4:09 am post]

Il Parco di San Giuliano, uno spazio identitario

Il Parco di San Giuliano è un luogo di suggestiva bellezza, unico poggio rimasto sulla laguna, cerniera tra le acque e la città di Mestre, con all’orizzonte Venezia.

E’ il risultato di un concorso internazionale vinto agli inizi degli anni ‘90 dallo studio Comunitas di Boston, a firma dell’ arch. Antonio Di Mambro1, disegnato con la duplice funzione di porta d'accesso alla città lagunare e baricentro dei flussi d'interesse sociale e culturale.

In questo scritto non affronteremo il valore straordinario del parco in termini ambientali e paesaggistici, argomento che merita una trattazione specifica e rimandiamo chi fosse interessato alla pubblicazione in allegato.

Ci limitiamo a ricordare che è il sito di interesse comunitario SIC più esteso d’Italia, parte di rete Natura 2000 e che per Venezia costituisce uno degli interventi di riconversione urbana più significativi per consistenza, complessità e articolazione, nonché per le difficoltà di attuazione dovute al forte degrado ambientale del sito. La proposta di bonifica dell'ambiente e di ripristino dell'ecologia marina - un settore oggi complesso e delicato, ma in rapido progresso - rappresenta l'inizio attuativo di una politica di conservazione e salvaguardia dell'habitat lagunare, in grado di invertire i processi di degrado dei patrimoni naturali esistenti sul bordo lagunare.”2

Qui tratteremo il significato simbolico e culturale del Parco di San Giuliano.

L’idea di realizzare un parco urbano sulla punta di San Giuliano rappresenta il sogno di due generazioni di mestrini e veneziani che lo considerano un simbolo identitario, luogo privilegiato per fruire del tempo libero nella natura, facendo sport, partecipando ad eventi musicali e culturali e mantenendo vive le tradizioni della nautica naturale.

Un luogo d’incontro per una città la cui piazza principale è una strada, luogo abitato fin dal neolitico, borgo medievale sviluppato sulle acque del fiume Marzenego, che ha visto il suo sviluppo moderno legato alla storia di Venezia e al suo secondo sviluppo industriale novecentesco.

In questo salto di paradigma storico, Mestre è stata violentata: non difesa da una pianificazione urbanistica, ha perso la sua forma urbis e i valori storici sono stati devastati dalla speculazione edilizia, dal cosiddetto “sacco di Mestre” che l’ha privata di edifici, toponimi, tradizioni e in ultima analisi l’ha impoverita culturalmente.

Città senza anima, perché travolta da massiccia immigrazione interna e dall’esodo veneziano degli anni ‘60, ammalata dall’inquinamento prodotto dalle fabbriche chimiche di Porto Marghera e tristemente famosa per essere tra gli anni ‘70 e ‘80 la città italiana con meno verde pro abitante, per tutti esempio di una città brutta.

Il progetto del Parco assunse quindi un significato simbolico perché realizzava il manifesto di rigenerazione urbana, sintetizzato dallo slogan “Mestre bella” coniato dal compianto Prosindaco Gaetano Zorzetto, caparbio sostenitore del parco, a cui Mestre deve molto: “[] L'obiettivo vero era quello di dare una immagine nuova di Mestre al mondo intero: non la città dormitorio, senza connotati degni di menzione e senza qualità, ma la città anfibia, che, sola al mondo, si affaccia sulla laguna e su Venezia attraverso il Parco di San Giuliano [] rappresentava una forma di risarcimento che dovevamo alla costruzione di Mestre Bella.”3

La storia recente vede il parco scenario di eventi di rilievo: concerti di artisti di caratura internazionale, manifestazioni sportive come la Venice Marathon, esposizioni quali il Salone Nautico Internazionale o la messa celebrata dal Papa Benedetto XVI nel 2011 davanti 300.000 persone, ma anche la celebrazione della fine del Ramadan da parte della comunità musulmana.

Iniziative che risarciscono gli abitanti della marginalità in cui erano confinati dalla seconda metà del ‘900 e richiamano a Mestre visitatori da tutta la Città Metropolitana.

San Giuliano oggi fornisce “l'accesso a uno spazio sicuro, inclusivo e accessibile, verde e pubblico, in particolare per le donne e i bambini, anziani e persone con disabilità”3 come previsto dall’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Il parco ha migliorato la qualità della vita dei suoi cittadini, obiettivo di “Mestre Bella”, ed è diventato punto di coagulo della comunità e dell’identità cittadina: permette ogni giorno l’incontro fra gruppi, generazioni ed etnie diverse e sta scrivendo una nuova tradizione, fatta di gioco, passeggiate e biciclettate, di incontri di scolaresche, di picnic, di allenamenti e gare di sportivi. Nelle sue acque avviene il passaggio di testimone ai giovani da parte delle generazioni custodi delle tradizioni legate alla voga e alla nautica naturale, che hanno difeso, anche con forme di occupazione, un territorio unico, sottraendolo alla speculazione.

Esistono gruppi e pagine sui social media con focus il parco e i suoi ambiti, associazioni sportive e di tutela, appassionati fotografi e storici del territorio che animano dibattiti ed iniziative, dimostrando la vitalità di una comunità eterogenea e seppur con recenti radici in città, che sta però costruendo uno spazio culturale dinamico ed aggregante.

I mestrini del futuro avranno tutti l’esperienza del tempo trascorso al parco come esperienza emozionale e luogo del cuore, spazio vissuto e spazio simbolico di appartenenza.

Esiste anche uno spazio desiderato ed è il completamento del parco che prevede fra l’altro, la realizzazione della passeggiata lungo il Canale di San Giuliano, passando per il Forte Marghera e poi lungo il Canal Salso fino a Piazza “Barche”, vecchio toponimo duro a morire perché denso di una storia secolare, mai stato sostituito da quello recente di Piazza XXVII Ottobre, oscuro ai più.

L’Amministrazione del Sindaco Brugnaro con il progetto di costruzione di un hub di interporto merci e passeggeri in questi luoghi, interrompe un percorso virtuoso che si poneva l’obiettivo del risanamento del Canal Salso, della riscoperta di luoghi storici, dello sfruttamento sostenibile di valori paesaggistici attraverso una mobilità lenta che porta dalla gronda al centro storico, realizzando quell’unità fra terra ed acqua che è il carattere anfibio di Mestre.

La rinuncia a un disegno della città a servizio del ben-essere dei cittadini, ancora una volta uno sfruttamento venezio-centrico del territorio, a servizio di un turismo impattante che troppi danni ha fatto.

L’Associazione Amici del Parco di San Giuliano che rappresento, ha avviato un contenzioso con l’Amministrazione comunale, forte dell’appoggio di migliaia di sostenitori, ritenendo che questo progetto non rispetta le indicazioni normative del PAT e ha ricorso al TAR, facendo proprie le parole di Gaetano Zorzetto: “ [...]Ma c'è un altro compito ancora più importante, il solo che renderà irreversibile la scelta: aiutare la città, anche costringendola, a impossessarsi del progetto, conoscerlo, farlo proprio, sentire profondamente come a esso una città non possa rinunciare. […] Il giorno in cui i mestrini capiranno compiutamente (e sentiranno che si può fare) che cosa sarà Mestre quando il Canal Salso, ripulito e risanato, diventerà la darsena dei mestrini, il Forte Marghera la prima "isola di tempo libero" e San Giuliano la grande porta attrezzata sulla laguna di Venezia; quando i mestrini vedranno materialmente questo solare corridoio da Piazza Barche al "Seno della Sepa", allora il sogno del Parco di San Giuliano e di Mestre città anfibia, il sogno delle nostre battaglie decennali, sarà realizzato.”5

La Convenzione Europea per il Paesaggio, firmata a Firenze il 20 ottobre 2000 dagli Stati Membri del Consiglio d’Europa ha “lo scopo di promuovere la salvaguardia, la gestione e la pianificazione dei paesaggi e di organizzare la cooperazione europea in questo campo”; definisce come Paesaggio una “determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni” e come Obiettivo di qualità paesaggistica “la formulazione da parte delle autorità pubbliche competenti, per un determinato paesaggio, delle aspirazioni delle popolazioni per quanto riguarda le caratteristiche paesaggistiche del loro ambiente di vita”.

Chiediamo ad UNESCO di sostenere la nostra aspirazione.

Anna Forte Zorzetto

Presidente Associazione Amici del Parco di San Giuliano

 

1 cfr. Il Parco di San Giuliano, Comune di Venezia, 1995

2 cfr. https://www.comune.venezia.it/it/content/il-progetto

3 cfr. Il Parco di San Giuliano, op. cit., prefazione di Gaetano Zorzetto

4 cfr. ONU Italia La nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (unric.org)

5 cfr. Il Parco di San Giuliano, op. cit., prefazione di Gaetano Zorzetto

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@annaforte59 Grazie molte per la sua informazione aggiuntiva sul significato del Parco di San Giuliano, con le sue implicazioni simboliche ma anche ambientali, nonche' sul lavoro fatto dai suoi sostenitori. Abbiamo aggiunto la traduzione in inglese qui di seguito.

 

Thank you very much for taking the time to add useful information not only on the symbolic as well as environmental significance of San Giuliano Park (Mestre, Venice), but also on the several initiatives undertaken by the community. (OWH Voices made an English translation of the post, please see here below).

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@annaforte59   [Tentative translation by OWH Voices of the 21/07/2021 1:08 am post by annaforte59]

 

I'd be happy to post more information on the symbolic value of San Giuliano Park, which is a topic of utmost importance for us.

San Giuliano Park, an identitarian space

San Giuliano Park is a place of enchanting beauty, last hillock left within the lagoon, hinge between the waters and the town of Mestre, with Venice within its horizon. 

It is the result of an international competition won in the early '90s by the firm Comunitas of Boston, designed by architect Antonio Di Mambroas a gateway to the lagoonal city as well as centre of gravity for the social and cultural interest flows.

For a more detailed explanation about the value of the park from the environmental and landscape viewpoints, which should be dealt with separately, please see the attached paper.

We would like to underline that the Park is the largest Site of Community Importance [European Environment Agency https://www.eea.europa.eu/help/glossary/eea-glossary/site-of-community-importance ] in Italy, it is part of the Natura 2000 network [European Commission https://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/index_en.htm ] and that "for Venice it represents one of the most important example of urban conversion from the viewpoints of size, complexity and structuring, as well as for the implementation challenges due to the high level of environmental decay of the site. The proposal for land decontamination and recovery of the marine ecology - today, a complex and delicate sector, but rapidly improving - is the starting point for a conservation policy and protection of the lagoonal habitat, which has the potential to reverse the degradation mechanisms in place in the lagoon.”2

Here, I'd like to focus on the symbolic and cultural significance of San Giuliano Park.

The idea to create an urban park at San Giuliano Point is the dream of two generations of inhabitants of Venice and Mestre, for whom it constitutes a symbol of identity, a favoured place where to enjoy nature, sports, musical and cultural events and keeping alive the environment friendly nautical traditions.

It is a gathering place for a city where the main square is a road, inhabited since the Neolithic, medieval hamlet on the Marzenego river, its modern development is linked to the history of Venice and to its second industrial development in the XX century.

It is during this historical paradigm that Mestre, without a proper urban plan, has lost her forma urbis and its historical values have been devastated by property speculation, the so called "Mestre's Plunder", which resulted in a cultural impoverishment, with a depletion of buildings, toponyms and traditions.

A town without a soul, because of the massive internal immigration and the flight from Venice in the '60s, sickened by the pollution produced by the chemical plants of Porto Marghera, and sadly well-known between the '70s and '80s as the Italian town with less green space per person, in other words, the example of an ugly city.

Therefore, the project of the Park was invested with a symbolic meaning because it carried out the urban regeneration manifesto, as summarized in the slogan "Beautiful Mestre" coined by the late city councilor (prosindaco) Gaetano Zorzetto, determined advocate of the park, to whom Mestre owes a lot: "[...] The real objective was to give a new image of Mestre to the entire world: not the commuter town, with no features worth noting nor any qualities, but the amphibious town, the only one that overlooks the lagoon and Venice through San Giuliano Park [...] was a sort of compensation that we owed to the construction of the Beautiful Mestre".3

Recently, the park has been the witness of events worth mentioning: concerts by world renowned artists, sporting events such as the Venice Marathon, exhibitions such as the International Nautical Fair or the mass by Pope Benedict XVI in 2011 in front of 300.000 people, as well as the celebration of the end of Ramadan by the Muslim community.

Those initiatives compensate the citizens of the marginality they were confined to since the second half of the XX century and draw visitors from all over the city. Today, San Giuliano is able to offer "the access to a safe, inclusive and accessible urban space, green and public, in particular for women and children, elderly and disabled people"4 as per the 11th goal of the UN Agenda 2030. 

The park has been able to improve the citizens' quality of life, final goal of "Beautiful Mestre",  and has become a place for the community, expressing the city's identity: place for everyday gatherings of diverse groups, generations and ethnicities, it's recording a new practice made of games, pastimes, strolls, bike rides, schoolchildren gatherings, picnics, outdoor sport trainings and competitions. In its waters happens the handover to the younger generations from the custodians of the traditions related to rowing and seafaring, that even through a kind of sit-in have safeguarded a unique land from property speculation.

On social media, dedicated groups and pages focus on the park and related issues, sport and preservation associations, passionate photographers and historians of the land carry out fruitful discussions and initiatives, that are testimony to the vitality of a diverse community which roots in the city might be recent, but is actively building up a dynamic cultural and unifying space.

The future inhabitants of Mestre will all keep in their hearts precious time spent in the park, as a space which convey to them a sense of belonging.

In addition to the above, there is also the hope for a new space, which is the completion of the park, including the walking path on San Giuliano Canal, through Marghera Fort and along Salso Canal to Barche Square, an ancient toponym that hangs in there thanks to its centuries-old history, never replaced by the recent October XXVII Square, mostly unknown.

With the construction project of a freight and passengers hub in this place, the administration of Mayor Brugnaro interrupts an upstanding path directed to the recovery of Salso Canal, the discovery of historical places, the sustainable development of landscape values through a slow mobility from the lagoonal eaves to the historical centre, and which would implement the communion of land and water that constitutes the main character of amphibious Mestre.

Giving up a plan aimed at improving the citizens' well-being, will again repeat an Venice-centred exploitation of the land, to serve an encroaching tourism.

The Association Friends of San Giuliano Park, which I represent, has filed a legal dispute against the municipal administration, with thousands of supporters, considering that this project doesn't respect the legal provisions of the Land Organization Plan (PAT, Piano di Assetto del Territorio) and appealed to the Regional Administrative Tribunal (TAR) on the basis of Gaetano Zorzetto's words: "[...] There is another more important duty, the only one that will ensure an irreversible choice: to help the city, even obliging her, to seize the project, to know it, to make it her own, to feel how it is not possible to give it up.[…] The day when Mestre's citizens will properly understand (and will feel that it is possible) what will be Mestre when Salso Canal, once cleaned up and preserved, will become the wet dock of Mestre's citizens, Marghera Fort the first "Leisure island" and San Giuliano the big well-equipped gateway on the Venice lagoon; when Mestre's citizens will tangibly see the passageway from Barche Square to "Seno della Sepa", than the dream of San Giuliano Park and amphibious Mestre, the dream of our decennial battles, will be fulfilled". 5

The European Landscape Convention, signed in Florence on October 20th, 2000 by the member states of the European Council has "the objective to promote the conservation, management and planning of the landscapes and to organize the European cooperation in this field"; the Landscape is here defined as a "specific part of the land, in the way it has been perceived by the peoples, which characteristics derive from natural and/or human actions and their interrelations", while the Landscape quality goal is defined as "the formulation by the civil administrations in charge, for a specific landscape, of the peoples' aspirations, as far as their living environment's landscape characteristics are concerned".

We ask UNESCO to support our aspiration.

Anna Forte Zorzetto

President, Association Friends of the San Giuliano Park 

 

1 cfr. Il Parco di San Giuliano, Comune di Venezia, 1995

cfr.  https://www.comune.venezia.it/it/content/il-progetto

3 cfr. Il Parco di San Giuliano, op. cit., prefazione di Gaetano Zorzetto

4 cfr. ONU Italia La nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (unric.org)

5 cfr. Il Parco di San Giuliano, op. cit., prefazione di Gaetano Zorzetto

 

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